Superficialità

Green pass e Beethoven

S. f. [der. di superficiale]

Primo giorno di controllo del green pass nelle aziende private. Uscendo dal lavoro mi ferma un giornalista chiedendomi se è vero che una mia collega si è rifiutata di esibirlo. Purtroppo non riesco ad essere di aiuto, perché non ne so niente e cado dalle nuvole. All’indomani l’evento compare sul giornale e viene pubblicato anche in internet. A parte l’affidabilità delle informazioni riportate, che lascia un po’ a desiderare, la cosa che più mi ha stupito è che l’articolo pubblicato… Sostanzialmente non dice nulla! Si limita a riportare un fatto di rilevanza discutibile (la dipendente che ha dimenticato a casa il green pass e l’intervento, superfluo, dei carabinieri) senza nemmeno lasciar intendere la posizione del giornalista in merito all’accaduto.
Mi sembra di trovarmi di fronte ad un esempio di superficialità, oltre che di opportunismo: un articolo che sembra essere stato concepito solo con l’obiettivo di suscitare l’indignazione nel lettore nel giorno più propizio alle reazioni scandalizzate, il giorno dell’entrata in vigore della nuova legge sul green pass, per l’appunto. Ma così non si sta sottraendo spazio a ciò che invece conta? Quanti fatti importanti tralasciati, quante ingiustizie non denunciate, quanta bellezza non condivisa; quanto ci si fa portatori di negatività, forse per convenienza, forse per ignoranza. Ma questo articolo non è un fatto isolato; sì, perché se il lettore dovesse essere curioso di leggere altri articoli superficiali o negativi, eccolo accontentato! Nella stessa pagina compaiono i seguenti link:

  • Travolto da una lastra di metallo, sbatte la testa contro un fusto: muore operaio.
  • Torna l’ora solare, quando vanno spostate le lancette.
  • La migliore pizza dell’anno è trevigiana, scopri le più buone in Veneto.
  • Bonus TV: il 20 ottobre cambiano le frequenze.
  • Foliage: ecco i luoghi più belli dove ammirarlo nel trevigiano e in Veneto.
  • Si schianta con l’auto fuori strada, muore 31enne.

Mi spiego? I titoli parlano da sé.

Da notare che la superficialità è una cosa ben diversa dalla semplicità. Lo aveva capito bene Beethoven, come sostiene Giovanni Bietti in una puntata del programma televisivo “Visionari” di Corrado Augias. Beethoven aveva capito che la semplificazione della scrittura era indispensabile per rendere la musica accessibile ad un pubblico più ampio in un’epoca in cui la classe dei nobili lasciava il posto alla borghesia; e i borghesi erano molti di più rispetto ai nobili. La musica doveva diventare messaggio universale, doveva parlare al popolo. Ma l’uso di melodie apparentemente più semplici non è andato a discapito del valore dei contenuti. Penso ad una delle sue ultime sonate per pianoforte, l’op.110, esempio di scrittura ormai depurata e perfetta.

Eh, Beethoven sì che sapeva come comunicare, sapeva come portare messaggi di pace, unità, libertà e valore. Credo che la società di oggi dovrebbe imparare da questo compositore e, in generale, da chi come lui si è impegnato per cercare di migliorare il mondo, non per cercare di trarne solo vantaggio.

2 thoughts on “Superficialità

  • 22 Ottobre 2021 at 14:03
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    Hai lanciato un bel messaggio, le osservazioni fanno vedere una società che sta perdendo ogni valore umano
    se ognuno si svegliasse dal suo torpore e portasse il suo contributo potremmo ritornare alla civiltà fatta di giusti pensieri e azioni e non solo di tecnologia spiccia

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    • 22 Ottobre 2021 at 17:16
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      Grazie Valerio!
      DISCLAIMER (ironico): Nonostante io e Valerio abbiamo lo stesso cognome, in realtà non siamo parenti; perciò non pensate che abbia commentato il mio articolo solo per farmi un favore 😉😉😉

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