<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Lorenzo Visentin - Lorenzo Visentin Piano</title>
	<atom:link href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/author/xalorenz_wpuser/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lorenzovisentinpiano.com</link>
	<description>Pianista, regista e ingegnere</description>
	<lastBuildDate>Sun, 08 Mar 2026 14:03:22 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.1</generator>

<image>
	<url>https://www.lorenzovisentinpiano.com/wp-content/uploads/2022/08/cropped-DSC00288-mod-con-fasci-di-luce-per-logo-512-512-32x32.png</url>
	<title>Lorenzo Visentin - Lorenzo Visentin Piano</title>
	<link>https://www.lorenzovisentinpiano.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Sognatori (cortometraggio)</title>
		<link>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/sognatori/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sognatori</link>
					<comments>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/sognatori/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Visentin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 14:03:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lettera S]]></category>
		<category><![CDATA[Abbecedario]]></category>
		<category><![CDATA[Autismo]]></category>
		<category><![CDATA[Cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Dreamers]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[Sognatori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lorenzovisentinpiano.com/?p=3531</guid>

					<description><![CDATA[<p>S. m. e agg. (f. -trice) [der. di sognare; cfr. lat. somniator -oris] A distanza di due anni da quando l&#8217;ho presentato, e di un</p>
<p>The post <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/sognatori/">Sognatori (cortometraggio)</a> first appeared on <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com">Lorenzo Visentin Piano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="etimologia-termine-abbecedario">S. m. e agg. (f. -trice) [der. di sognare; cfr. lat. somniator -oris]</p>



<p>A distanza di due anni da quando l&#8217;ho presentato, e di un anno da quando l&#8217;ho parzialmente rivisitato, credo che sia finalmente giunto il momento di pubblicare per intero il mio <strong>cortometraggio &#8220;Dreamers&#8221;</strong> (&#8220;Sognatori&#8221;) e di cominciare a tirare le somme. Non mi riferisco tanto alle &#8220;somme&#8221; di denaro – quelle penso di non averne ancora viste – quanto piuttosto al bilancio generale di questo viaggio nel mondo, per me ancora perlopiù inesplorato, della settima arte.</p>



<p>Il film affronta il tema della <strong>fede cristiana</strong> mettendo in luce alcune criticità della Chiesa, in particolare in merito alla sua <strong>attualità</strong> e <strong>autenticità</strong>. Apparentemente un tema ardito e forse scomodo per lo spettatore medio; ma si tratta pur sempre di un tema più che mai importante in un&#8217;epoca come la nostra, colpita da guerre e crisi dei valori. Un tema che non può più essere ignorato.<br>Durante la fase di pianificazione del film, mentre tra i miei conoscenti raccoglievo opinioni sull&#8217;argomento, ho avuto modo di confrontarmi con tante visioni contrapposte; è normale quando si parla di fede, ossia di qualcosa in cui si crede senza aver visto.<br>È forse per queste ragioni che, ahimè, nell&#8217;ambito dei festival del cinema il film non ha riscosso il successo in cui avrei sperato.</p>



<p>Per fortuna, se si escludono le giurie rimaste tiepide in seguito alla visione (ammesso che abbiano davvero guardato il film), in verità molti spettatori hanno dimostrato di provare empatia per il <strong>messaggio coraggioso e anticonformista</strong> che ho voluto comunicare. A prescindere dalle opinioni di ciascuno, ho potuto constatare con piacere che quasi sempre la visione di gruppo ha scatenato discussioni e confronti costruttivi, centrando quindi il mio obiettivo: aprire gli orizzonti e far riflettere su un tema importante e spesso dimenticato.<br>È stata una valida occasione per conoscere nuove persone, oltre che per visitare luoghi in cui non ero mai stato, come l&#8217;area del parco dei Nebrodi in Sicilia, sede di uno dei festival più belli a cui ho partecipato.</p>



<p>Ma cerchiamo di capire qualcosa in più su questo lavoro, senza entrare troppo nel dettaglio; anche perché si dice che un film sia tanto più interessante quanto più spazio lascia all&#8217;immaginazione dello spettatore. Per farlo ho voluto dare al testo che segue la forma di un&#8217;<strong>intervista</strong> con domande e risposte.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em><strong>Cominciamo dal titolo. Perché proprio &#8220;Dreamers&#8221; (&#8220;Sognatori&#8221; in italiano)?</strong></em><br>La dimensione del sogno si presenta ripetutamente e in diverse forme nel film; per semplificare, possiamo pensare al sogno come una sorta di filo conduttore. Il sogno è quello dei protagonisti quando immaginano un mondo più accogliente per tutti e una Chiesa più autentica e moderna. Ma è anche la condizione di torpore in cui la nostra comunità rischia di cadere se aspettiamo ancora prima di intraprendere delle azioni. Quando sogniamo la nostra immaginazione crea figure fantastiche, come il drago che appare nel film, che si trasforma in un dipinto ad acquerelli prima di dissolversi. Non dimentichiamo infine che il sogno, perlomeno in base alle testimonianze bibliche, è stato più volte il mezzo attraverso il quale gli illuminati del passato hanno ricevuto una &#8220;chiamata&#8221; dall&#8217;alto.</li>



<li><em><strong>Il film comincia con una poesia. Puoi dirci qualcosa in più sulla sua origine?</strong></em><br>Prima di entrare nel vivo delle riflessioni del protagonista Matteo, il film propone una sequenza di brevi frammenti dal ritmo lento, immagini evocative che hanno l&#8217;intento di accompagnare lo spettatore nella dimensione del sogno. Durante questa introduzione la voce narrante sussurra una poesia. La sua forma trae ispirazione da quella della poesia &#8220;Sono una creatura&#8221;, di Giuseppe Ungaretti, caratterizzata dall&#8217;uso dei versi spezzati, che isolano e mettono in risalto la singola parola. Nella sua poesia Ungaretti accosta una serie di attributi negativi alla parola &#8220;pietra&#8221;, che associa al pianto dell&#8217;uomo al fronte. Io invece ho voluto mettere in relazione due concetti ricorrenti nel film: lo scorrere del tempo e, come già accennato, il sogno.<br>Mi pare che il risultato non sia niente male, anche se probabilmente non ha la stessa efficacia della poesia del maestro da cui prende spunto…</li>



<li><em><strong>Oltre alla poesia, hai altre &#8220;chicche&#8221; da raccontarci in merito alle scelte artistiche in questo film?</strong></em><br>Sì. Dato che siamo in tema, il drago e il dipinto ad acquerelli che compaiono nel cortometraggio derivano da due sogni che ho realmente fatto alcuni mesi prima di cominciare l&#8217;opera. In quel momento non potevo ancora assegnare loro un ruolo nel film, ma già avevo intuito che avrebbero dovuto entrare a farne parte.<br>E poi la colonna sonora, di cui ho registrato io stesso alcuni brani al pianoforte; per questi ho effettuato una selezione raffinata, con musiche di compositori classici come Janáček e Ravel. In particolare, del compositore francese ho eseguito un movimento di Gaspard de la Nuit, una raccolta considerata tra le più difficili nella letteratura pianistica.<br>Una poesia che trae ispirazione da Ungaretti e dei brani classici: chicche un po&#8217; da intenditori, di cui con ogni probabilità la maggior parte di coloro che hanno assistito alle proiezioni di questo cortometraggio (comprese le commissioni giudicatrici nei festival) non era consapevole.</li>



<li><em><strong>Hai detto che il tema del cortometraggio è la Chiesa, ma il protagonista apre il film parlando della sua omosessualità. Forse è più corretto dire che sia quest&#8217;ultimo il tema centrale?</strong></em><br>No. La questione dell&#8217;omosessualità è importante, ma rappresenta solo una delle tante criticità che si possono portare alla luce quando si vuole parlare di una Chiesa non al passo coi tempi e poco accogliente. Possiamo vederla come il mezzo di cui mi sono servito per dare voce al forte messaggio di speranza di Matteo, un ragazzo che persevera nel suo impegno e nella dedizione nonostante le discriminazioni di cui è vittima a causa della sua condizione.<br>Le sezioni in cui ho diviso il cortometraggio dovrebbero lasciar intendere che quella dell&#8217;omosessualità è solo una delle questioni toccate.</li>



<li><em><strong>Veniamo proprio a questo punto: il film è suddiviso in sezioni, ciascuna delle quali ha un proprio titolo. Ci puoi spiegare cosa contengono queste sezioni e qual è l&#8217;origine dei loro nomi?</strong></em><br>I titoli che ho introdotto servono a rendere più chiara la struttura del cortometraggio che, per quanto breve, potrebbe risultare dispersivo senza opportune delimitazioni. Alcuni di questi titoli provengono da indicazioni espressive musicali presenti nella raccolta di Ravel che ho citato in una delle domande precedenti. Mi piaceva l&#8217;idea di creare un&#8217;assonanza tra il carattere delle parti di cui è composto il film e la definizione musicale corrispondente.<br>Nella prima parte (&#8220;Dolce ed espressivo&#8221;) Matteo, il protagonista affetto da un disturbo dello spettro autistico, si trova in un parco e racconta la sua storia vera, evidenziando la difficoltà di conciliare il credo religioso con il proprio orientamento sessuale.<br>Nella seconda parte (&#8220;Con spirito&#8221;) entro in campo io, Lorenzo. Facendomi prestare la voce dal narratore, esprimo le mie perplessità sullo stato attuale della Chiesa; nel frattempo metto in scena una piccola rappresentazione buffa durante la quale, dopo un confronto fatto di soli sguardi con la statua di Gesù, eseguo con l&#8217;organo un brano &#8220;non propriamente liturgico&#8221; (che ho trascritto io stesso per questo strumento). In realtà si tratta di avvenimenti accaduti durante un sogno, da cui mi risveglio di soprassalto.<br>Nella terza parte, dal titolo descrittivo &#8220;La donna, il drago e i pescatori&#8221;, piombo nuovamente nel torpore; mentre mi trovo in questo stato, entrano in gioco nuove figure appartenenti alla simbologia cristiana e sviluppo ulteriormente la mia riflessione, introducendo riferimenti ad alcune parabole.<br>Nella quarta parte (&#8220;Sempre in accelerando&#8221;) compare di nuovo Matteo che, in un crescendo di emozioni, intrecciando le sue affermazioni con le mie, chiude il cortometraggio con il suo messaggio costruttivo di speranza.</li>



<li><em><strong>Hai citato la donna, il drago e le parabole. Ci puoi spiegare la loro funzione nel film?</strong></em><br>Ho voluto attingere alla simbologia del libro dell&#8217;Apocalisse per illustrare il conflitto tra bene e male, impersonati rispettivamente dalla donna e dal drago. La donna è la Chiesa viva, mentre il drago rappresenta Satana e le paure che paralizzano – come, ad esempio, la paura del cambiamento. La sua dissoluzione simboleggia il trionfo dell&#8217;autenticità e del bene comune; è una visione che non solo denuncia, ma che propone una via di riscatto.<br>Riscatto che si può ottenere osservando le due parabole della religione cattolica ricordate nella parte centrale: quella della pecora smarrita e quella del granello di senape. Non sono semplici citazioni, ma veri e propri pilastri narrativi, reinterpretati nel contesto contemporaneo. La pecora è metafora dei fedeli dimenticati: un invito alla Chiesa a recuperare chi negli ultimi decenni si è perso nel rumore del mondo. Il granello di senape invece esprime la fede attiva: piccolo, umile, ma capace di generare trasformazioni radicali; quasi &#8220;scandaloso&#8221;, nel senso di &#8220;fuori dalla logica comune&#8221;, proprio come ci ha insegnato il Cristo che rovescia le aspettative.</li>



<li><em><strong>Qual è il ruolo del tempo in questo film?</strong></em><br>Nel film il tempo che passa è rappresentato da un orologio, che all&#8217;inizio segna l&#8217;ora zero, pian piano avanza, compie un giro completo e si riporta alla posizione di partenza. Vuole ricordarci l&#8217;evoluzione della società, la corsa contro il tempo che la Chiesa è chiamata a compiere, ma anche il fatto che dopo un &#8220;ciclo&#8221; completo, grazie alle nostre riflessioni, possiamo ricominciare a vedere il mondo sotto una luce diversa.</li>



<li><em><strong>Quindi, questo film vuole essere un&#8217;accusa nei confronti della Chiesa?</strong></em><br>Questo film vuole spronare la Chiesa a porsi delle domande. Mi riferisco sia alla Chiesa in quanto comunità di fedeli sia alle istituzioni che in questo ambito sono chiamate a prendere delle decisioni. A differenza di quanto si potrebbe pensare, il fatto di essere critico nei confronti della situazione attuale non dev&#8217;essere visto come una forma di accusa, ma come l&#8217;auspicio che la Chiesa si decida ad affrontare un cambiamento; un cambiamento che dev&#8217;essere condiviso da tutte le forze in gioco.</li>



<li><em><strong>Cosa vorresti rispondere a chi sostiene di non capire la tua posizione e ciò che cerchi di spiegare in questo film?</strong></em><br>Non li biasimo. Il tema che ho affrontato è molto spinoso e complesso, e non è detto che la mia posizione debba essere necessariamente condivisa. Che lo vogliamo o no, siamo tutti diversi; è molto facile urtare contro la sensibilità di qualcuno, e anche (forse soprattutto) contro la sensibilità di chi dimostra di averne poca… Partendo da questi presupposti, ho cercato di affrontare il tema con delicatezza e anche un po&#8217; di senso dell&#8217;umorismo.<br>Durante la pianificazione e le prime fasi della realizzazione ho sottoposto uno spezzone del film a diversi conoscenti e familiari al fine di captare la loro reazione. Molte delle riflessioni che ho poi riportato nella versione definitiva sono nate proprio da questi confronti e da ulteriori spunti che mi sono stati suggeriti.<br>Scrivere una sceneggiatura completa dotata di un filo logico, sufficientemente audace da catturare l&#8217;attenzione ma allo stesso tempo edulcorata per non suscitare repulsione, è stata forse per me l&#8217;attività più difficile e che ha richiesto più tempo; ancor più degli effetti cinematografici, di cui il lavoro è comunque ben fornito.<br>Ad ogni modo, questo cortometraggio nasce dall&#8217;esigenza personale di raccontare cosa penso di un tema che mi sta a cuore e che talvolta mi fa riflettere e soffrire. È sempre facile sollevare polemiche, ma credo che il fatto di averci speso così tanto tempo e fatica in quasi completa autonomia, di averlo fatto a sostegno di una realtà fragile e sempre più ignorata come quella cristiana, e di aver trovato il coraggio di condividerlo, possano rappresentare da soli motivo d&#8217;orgoglio per me, per chi mi ha aiutato e per chi ancora mi sostiene.</li>
</ul>



<p>Il film completo è disponibile gratuitamente <a href="https://youtu.be/gtUy3L5oiJE" target="_blank" rel="noopener nofollow" title="">qui</a> nella piattaforma YouTube. Buona visione!</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-buttons is-horizontal is-content-justification-right is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-ae2fe186 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button is-style-outline is-style-outline--1"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-link-color wp-element-button" href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/#abc" style="border-radius:5px;color:#1d90c1">Torna all&#8217;Abbecedario</a></div>
</div>



<p></p><p>The post <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/sognatori/">Sognatori (cortometraggio)</a> first appeared on <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com">Lorenzo Visentin Piano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/sognatori/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scandalo</title>
		<link>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/scandalo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=scandalo</link>
					<comments>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/scandalo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Visentin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Nov 2021 15:35:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lettera S]]></category>
		<category><![CDATA[Abbecedario]]></category>
		<category><![CDATA[Punti di riferimento]]></category>
		<category><![CDATA[Scandalo]]></category>
		<category><![CDATA[Sfruttamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lorenzovisentinpiano.com/?p=1824</guid>

					<description><![CDATA[<p>S. m. [dal lat. tardo scandălum, gr. σκάνδαλον «ostacolo, inciampo, insidia»] Recentemente mi è capitato di sentire per gli auguri di compleanno un vecchio amico</p>
<p>The post <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/scandalo/">Scandalo</a> first appeared on <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com">Lorenzo Visentin Piano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="etimologia-termine-abbecedario">S. m. [dal lat. tardo scandălum, gr. σκάνδαλον «ostacolo, inciampo, insidia»]</p>



<p>Recentemente mi è capitato di sentire per gli auguri di compleanno un vecchio amico dell&#8217;università. Con l&#8217;occasione mi ha raccontato del suo nuovo <strong>lavoro</strong> in un&#8217;importante azienda di elettronica, di quanto gli piaccia, ma anche di quanto… Venga sostanzialmente <strong>sfruttato</strong>. L&#8217;ho sentito amareggiato, soprattutto perché, come mi diceva, l&#8217;azienda non ha alcun problema di tipo economico tale da giustificare un simile comportamento.<br><br>Questa conversazione mi ha fatto venire in mente un <strong>evento</strong> organizzato dall&#8217;<strong>università</strong> di Padova durante il mio ultimo anno di studi di ingegneria. A questo evento avevano partecipato i portavoce di alcune importanti aziende nel settore dell&#8217;automazione, che erano interessate a nuove assunzioni di laureati; erano presenti centinaia di studenti. L&#8217;atmosfera era carica di <strong>efficienza, dedizione, professionalità e competitività</strong>.<br>Di tutte le presentazioni quella che mi ha colpito maggiormente e che, a distanza di diversi anni, ricordo ancora bene è stata quella di un rappresentante di una ditta che non conoscevo, forse austriaca. Ancora oggi non mi è chiaro se le sue parole fossero finalizzate ad attirare nuovi laureati o ad allontanarli… Diceva che nella sua azienda è ammesso solo il meglio, bisogna lavorare sodo, anche giorno e notte se necessario, i capi ti mettono a dura prova, e se non sei abbastanza forte ti ritrovi a piangere e sconsolato abbandoni il lavoro; se invece resisti, la soddisfazione è grande. Insomma, quasi una rivelazione profetica. Beh, ho pensato, se devo impazzire per lavorare in un&#8217;azienda come questa, tanto vale che il lavoro lo perda subito o nemmeno lo cominci. Mi sono domandato cosa avrebbe pensato chi nel passato si è battuto per ottenere la riduzione dell&#8217;orario di lavoro alle <strong>canoniche otto ore giornaliere</strong>.<br>Il fatto però che questo personaggio sia stato ampiamente applaudito dagli astanti e che anche altre aziende non si siano poi discostate molto da questo approccio, mi ha lasciato il <strong>veleno</strong> nel sangue. Quello che mi provocava più dispiacere era la consapevolezza che queste realtà, grazie anche a questo <strong>tacito e scandaloso sfruttamento</strong>, accrescano il proprio successo e diventino un <strong>punto di riferimento</strong>. Anche le altre realtà si sentono legittimate ad operare allo stesso modo, che diventa così la nuova norma. A rimetterci è l&#8217;ingenuo neolaureato, che si convince del fatto che questa è la normalità. Ma siamo sicuri che sia &#8220;normale&#8221;?<br><br>Lo stesso discorso si può applicare <strong>in musica</strong>: gli <strong>artisti</strong> di oggi sono il punto di riferimento per le generazioni future. Siamo sicuri che i <strong>valori</strong> portati da chi oggi è punto di riferimento siano sempre ciò di cui i musicisti e la società di domani avranno bisogno? Siamo sicuri che non ci stiamo allontanando dagli <strong>ideali</strong> di umanità, lealtà, bellezza e dal <strong>ripudio</strong> per la concorrenza, il culto dell&#8217;immagine, l&#8217;esibizionismo fine a sé stesso dichiaratamente sostenuti dai compositori del passato? Penso ad esempio alle <strong>&#8220;Regole di vita musicale&#8221;</strong> scritte da <strong>Schumann</strong>; o alle ambizioni di pace e fratellanza di <strong>Beethoven</strong>. La risposta agli esperti e ai posteri.</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-buttons is-horizontal is-content-justification-right is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-ae2fe186 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button is-style-outline is-style-outline--2"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-link-color wp-element-button" href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/#abc" style="border-radius:5px;color:#1d90c1">Torna all&#8217;Abbecedario</a></div>
</div>



<p></p><p>The post <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/scandalo/">Scandalo</a> first appeared on <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com">Lorenzo Visentin Piano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/scandalo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Superficialità</title>
		<link>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/superficialita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=superficialita</link>
					<comments>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/superficialita/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Visentin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Oct 2021 22:54:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lettera S]]></category>
		<category><![CDATA[Abbecedario]]></category>
		<category><![CDATA[Beethoven]]></category>
		<category><![CDATA[Green pass]]></category>
		<category><![CDATA[Semplicità]]></category>
		<category><![CDATA[Superficialità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lorenzovisentinpiano.com/?p=1814</guid>

					<description><![CDATA[<p>S. f. [der. di superficiale] Primo giorno di controllo del green pass nelle aziende private. Uscendo dal lavoro mi ferma un giornalista chiedendomi se è</p>
<p>The post <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/superficialita/">Superficialità</a> first appeared on <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com">Lorenzo Visentin Piano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="etimologia-termine-abbecedario">S. f. [der. di superficiale]</p>



<p>Primo giorno di controllo del <strong>green pass</strong> nelle aziende private. Uscendo dal lavoro mi ferma un <strong>giornalista</strong> chiedendomi se è vero che una mia collega si è rifiutata di esibirlo. Purtroppo non riesco ad essere di aiuto, perché non ne so niente e cado dalle nuvole. All&#8217;indomani l&#8217;evento compare sul giornale e viene pubblicato anche in internet. A parte l&#8217;affidabilità delle informazioni riportate, che lascia un po&#8217; a desiderare, la cosa che più mi ha stupito è che l&#8217;articolo pubblicato… Sostanzialmente <strong>non dice nulla</strong>! Si limita a riportare un fatto di rilevanza discutibile (la dipendente che ha dimenticato a casa il green pass e l&#8217;intervento, superfluo, dei carabinieri) senza nemmeno lasciar intendere la posizione del giornalista in merito all&#8217;accaduto.<br>Mi sembra di trovarmi di fronte ad un esempio di superficialità, oltre che di opportunismo: un articolo che sembra essere stato concepito solo con l&#8217;obiettivo di suscitare l&#8217;indignazione nel lettore nel giorno più propizio alle reazioni scandalizzate, il giorno dell&#8217;entrata in vigore della nuova legge sul green pass, per l&#8217;appunto. Ma così non si sta sottraendo spazio a ciò che invece conta? Quanti fatti importanti tralasciati, quante ingiustizie non denunciate, quanta bellezza non condivisa; quanto ci si fa portatori di <strong>negatività</strong>, forse per convenienza, forse per ignoranza. Ma questo articolo non è un fatto isolato; sì, perché se il lettore dovesse essere curioso di leggere altri articoli superficiali o negativi, eccolo accontentato! Nella stessa pagina compaiono i seguenti link:</p>



<ul style="font-size:15px" class="wp-block-list">
<li>Travolto da una lastra di metallo, sbatte la testa contro un fusto: muore operaio.</li>



<li>Torna l&#8217;ora solare, quando vanno spostate le lancette.</li>



<li>La migliore pizza dell&#8217;anno è trevigiana, scopri le più buone in Veneto.</li>



<li>Bonus TV: il 20 ottobre cambiano le frequenze.</li>



<li>Foliage: ecco i luoghi più belli dove ammirarlo nel trevigiano e in Veneto.</li>



<li>Si schianta con l&#8217;auto fuori strada, muore 31enne.</li>
</ul>



<p>Mi spiego? I titoli parlano da sé.</p>



<p>Da notare che la <strong>superficialità</strong> è una cosa ben diversa dalla <strong>semplicità</strong>. Lo aveva capito bene <strong>Beethoven</strong>, come sostiene Giovanni Bietti in una puntata del programma televisivo &#8220;Visionari&#8221; di Corrado Augias. Beethoven aveva capito che la semplificazione della scrittura era indispensabile per rendere la musica accessibile ad un pubblico più ampio in un&#8217;epoca in cui la classe dei <strong>nobili</strong> lasciava il posto alla <strong>borghesia</strong>; e i borghesi erano molti di più rispetto ai nobili. La musica doveva diventare <strong>messaggio universale</strong>, doveva parlare al popolo. Ma l&#8217;uso di melodie apparentemente più semplici non è andato a discapito del <strong>valore dei contenuti</strong>. Penso ad una delle sue ultime sonate per pianoforte, l&#8217;<strong>op.110</strong>, esempio di scrittura ormai depurata e perfetta.</p>



<p>Eh, Beethoven sì che sapeva come comunicare, sapeva come portare messaggi di pace, unità, libertà e valore. Credo che la società di oggi dovrebbe imparare da questo compositore e, in generale, da chi come lui si è impegnato per cercare di migliorare il mondo, non per cercare di trarne solo vantaggio.</p>



<div style="height:15px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-buttons is-horizontal is-content-justification-right is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-ae2fe186 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button is-style-outline is-style-outline--3"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-link-color wp-element-button" href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/#abc" style="border-radius:5px;color:#1d90c1">Torna all&#8217;Abbecedario</a></div>
</div>



<p></p><p>The post <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/superficialita/">Superficialità</a> first appeared on <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com">Lorenzo Visentin Piano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/superficialita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Concorso pianistico Chopin 2021</title>
		<link>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/concorso-chopin-2021/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=concorso-chopin-2021</link>
					<comments>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/concorso-chopin-2021/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Visentin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Oct 2021 18:49:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lettera C]]></category>
		<category><![CDATA[Abbecedario]]></category>
		<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Concorso Chopin]]></category>
		<category><![CDATA[Rispetto]]></category>
		<category><![CDATA[YouTube]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lorenzovisentinpiano.com/?p=1799</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ho guardato in diretta su YouTube una parte del primo round del Concorso pianistico Chopin 2021 di Varsavia. Non ricordavo che in questi giorni si</p>
<p>The post <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/concorso-chopin-2021/">Concorso pianistico Chopin 2021</a> first appeared on <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com">Lorenzo Visentin Piano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho guardato in diretta su <strong>YouTube</strong> una parte del <strong>primo round</strong> del Concorso pianistico Chopin 2021 di Varsavia. Non ricordavo che in questi giorni si tenesse il concorso, ma per fortuna YouTube me l&#8217;ha proposto tra i video consigliati.<br>Il riassunto dell&#8217;esperienza in una parola: <strong>sconvolgente</strong>; e non in senso positivo. Non tanto per la qualità delle esecuzioni, quanto per ciò che accadeva sulla destra dello schermo, mentre gli ignari concorrenti davano prova delle loro abilità. Mentre ascoltavo leggevo i <strong>commenti in tempo reale</strong> degli ascoltatori, che scorrevano ad un ritmo incessante. Forse davo per scontato che il livello dei commenti degli utenti che seguono un&#8217;istituzione così prestigiosa non fosse troppo demenziale. Ma sono rimasto deluso. Mi è parso piuttosto che il livello fosse paragonabile a quello delle recensioni dei prodotti in Amazon; anzi, decisamente peggio. Non ci credete? Allora vi riporto un assaggio di quanto i commentatori hanno vomitato durante l&#8217;esecuzione di una ragazza (nota bene: assaggiare il vomito è disgustoso&#8230;).</p>



<ul style="font-size:15px" class="wp-block-list">
<li>Il commentatore diligente. L&#8217;utente &#8220;Wrong Note Police&#8221; ha segnalato tutte le note sbagliate con sollecitudine e rigore.</li>



<li>Sex appeal. La ragazza deve aver fatto colpo su quell&#8217;ascoltatore che ha commentato &#8220;Sexy&#8221;. Non dev&#8217;essere risultato particolarmente attraente invece l&#8217;altro concorrente cinese, di cui venivano fatte notare le orecchie a punta, né quello che cominciava a perdere i capelli.</li>



<li>Le sentenze di chi ne sa di musica. &#8220;È noiosa&#8221;. &#8220;Ha un suono duro&#8221;. &#8220;Suona come uno studente&#8221;.</li>



<li>Le sentenze di chi ha studiato direttamente dai manoscritti di Chopin. &#8220;Qui ci vuole più suono&#8221;. &#8220;Qui il pedale è sbagliato&#8221;.</li>



<li>Le sentenze degli psicoterapeuti. &#8220;È terribile&#8221;. &#8220;Si vede che è nel panico&#8221;.</li>



<li>Le sentenze dei virtuosi. &#8220;La mano sinistra…&#8221;. &#8220;Nooo!&#8221;. &#8220;Disastro!&#8221;.</li>



<li>Il pronostico della classifica. &#8220;Secondo me è meglio lei&#8221;. &#8220;No no, ti assicuro che era meglio il cinese&#8221;. &#8220;No, la migliore è l&#8217;italiana&#8221;.</li>



<li>La disputa tra le case costruttrici. Qual è il migliore tra i pianoforti sul palcoscenico? Oggigiorno gli Steinway non sono più quelli di una volta; meglio Yamaha e Shigeru Kawai.</li>



<li>Il disfattista: &#8220;Altri concorrenti sono semplicemente meglio di lei&#8221;.</li>



<li>Bestemmie (!) e parolacce in italiano.</li>



<li>[I commenti scorrono ad una velocità tale che non riesco a leggerli tutti, per fortuna].</li>
</ul>



<p>Ma la mia stima va al commentatore che con un po&#8217; di ironia e buon senso scrive: <strong>&#8220;I giudici di YouTube sono brutali, però sono ancora fermi a studiare il brano Twinkle twinkle little star&#8221;</strong>!!</p>



<p>Da non crederci. Che fine sta facendo la musica classica? Un tempo non era forse un mezzo per diffondere <strong>cultura, bellezza e rispetto</strong>?</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-buttons is-horizontal is-content-justification-right is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-ae2fe186 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button is-style-outline is-style-outline--4"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-link-color wp-element-button" href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/#abc" style="border-radius:5px;color:#1d90c1">Torna all&#8217;Abbecedario</a></div>
</div><p>The post <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/concorso-chopin-2021/">Concorso pianistico Chopin 2021</a> first appeared on <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com">Lorenzo Visentin Piano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/concorso-chopin-2021/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Odore</title>
		<link>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/odore/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=odore</link>
					<comments>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/odore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Visentin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Aug 2021 10:25:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lettera O]]></category>
		<category><![CDATA[Abbecedario]]></category>
		<category><![CDATA[Mascherina]]></category>
		<category><![CDATA[Odore]]></category>
		<category><![CDATA[Profumo]]></category>
		<category><![CDATA[Sensibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lorenzovisentinpiano.com/?p=1791</guid>

					<description><![CDATA[<p>S. m. [lat. odor -oris, affine a olere] Avete mai pensato ai &#8220;vantaggi collaterali&#8221; nell&#8217;uso della mascherina? Voglio dire, al di là della loro principale</p>
<p>The post <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/odore/">Odore</a> first appeared on <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com">Lorenzo Visentin Piano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="etimologia-termine-abbecedario has-medium-font-size">S. m. [lat. odor -oris, affine a olere]</p>



<p>Avete mai pensato ai <strong>&#8220;vantaggi collaterali&#8221;</strong> nell&#8217;uso della mascherina? Voglio dire, al di là della loro principale funzione di protezione contro il virus, ci sono contesti in cui indossare la mascherina può tornare utile anche per altri scopi? La mia risposta è sì! Ad esempio, in inverno può sostituire la sciarpa. Oppure quando bisogna tossire non serve mettersi la mano davanti. Oppure in un bagno pubblico maleodorante permette di attenuare il fastidio. Oppure ancora, non serve sforzarsi di sorridere alle battute che non fanno ridere, perché tanto non si nota…<br>Con l&#8217;arrivo della bella stagione però, quando le restrizioni sull&#8217;uso della mascherina sono state allentate, mi sono accorto del fatto che, oltre a portare questi vantaggi &#8220;fondamentali&#8221;, la mascherina mi aveva privato di qualcos&#8217;altro: gli odori. Quelli buoni, intendo. Per mesi non ci avevo neanche fatto caso; ma quando improvvisamente gli odori ritornano, li senti più chiaramente di come li sentivi prima, come se nel frattempo si fosse affinata la <strong>sensibilità</strong>. E allora cominci a farti incantare dall&#8217;odore degli alberi, l&#8217;odore della pelle, l&#8217;odore della pioggia, l&#8217;odore dell&#8217;aria condizionata in treno; sì beh, quest&#8217;ultimo non è proprio il massimo, e si sente anche con la mascherina, ma con la nuova sensibilità anche lui diventa a suo modo &#8220;affascinante&#8221;.<br>Credo che anche la musica nelle esecuzioni dei pianisti dovrebbe <strong>profumare</strong>; ogni dettaglio armonico o melodico, ogni carattere, dovrebbero essere trasmessi chiaramente all&#8217;ascoltatore. Come? Prima di tutto l&#8217;esecutore dovrebbe &#8220;sentirli&#8221;; poi si può agire attraverso le piccole nuance e i colori dinamici; si può mettere in scena un gioco di <strong>seduzione dell&#8217;ascoltatore</strong>. Non è assolutamente facile, però sono proprio questi i mezzi di cui il musicista si dovrebbe servire per rendere personale un&#8217;esecuzione. Il testo va lasciato così com&#8217;è; modificarlo a proprio vantaggio significa barare.</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-buttons is-horizontal is-content-justification-right is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-ae2fe186 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button is-style-outline is-style-outline--5"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-link-color wp-element-button" href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/#abc" style="border-radius:5px;color:#1d90c1">Torna all&#8217;Abbecedario</a></div>
</div><p>The post <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/odore/">Odore</a> first appeared on <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com">Lorenzo Visentin Piano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/odore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scala</title>
		<link>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/scala/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=scala</link>
					<comments>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/scala/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Visentin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jul 2021 16:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lettera S]]></category>
		<category><![CDATA[Abbecedario]]></category>
		<category><![CDATA[Argerich]]></category>
		<category><![CDATA[Scala]]></category>
		<category><![CDATA[Studio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lorenzovisentinpiano.com/?p=537</guid>

					<description><![CDATA[<p>S. f. [lat. tardo scala -ae (nel lat. class. soltanto al plur., scalae -arum), der. di scandĕre «salire»] È davvero indispensabile studiare le scale? Ho</p>
<p>The post <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/scala/">Scala</a> first appeared on <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com">Lorenzo Visentin Piano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="etimologia-termine-abbecedario">S. f. [lat. tardo scala -ae (nel lat. class. soltanto al plur., scalae -arum), der. di scandĕre «salire»]</p>



<p>È davvero indispensabile studiare le scale? Ho cominciato a pormi questa domanda solo recentemente, quando ho sentito l&#8217;esigenza di accelerare i miei tempi di preparazione di nuovi brani musicali. Alcuni pianisti sono fermamente convinti dell&#8217;utilità dello studio quotidiano delle scale, anche in età avanzata. Ad esempio Muriel Chemin, che è stata mia insegnante ed è un&#8217;ottima pianista (ha recentemente inciso l&#8217;integrale delle sonate di Beethoven), è una sostenitrice di questa pratica. C&#8217;è invece chi preferisce alle scale gli esercizi appositamente pensati per affrontare una determinata difficoltà tecnica. C&#8217;è anche chi ha la fortuna di non avere o addirittura di non aver mai avuto bisogno di ricorrere a questi espedienti. Potrei citare Martha Argerich, che in una famosa video-intervista dichiara quasi stizzita di non aver mai studiato scale o esercizi tecnici in vita sua, se non per qualche giorno quando aveva 11 anni, e addirittura sconsiglia di esercitarsi troppo. Ma anche senza scomodare i grandi nomi del panorama musicale, molti insegnanti sostengono che le difficoltà tecniche si possano affrontare direttamente nei brani musicali in cui si trovano; talvolta i brani possono essere appositamente scelti nell&#8217;arco del percorso musicale in modo da permettere all&#8217;allievo di sviluppare progressivamente le proprie capacità tecniche.</p>



<p>Ma torniamo alla domanda sull&#8217;utilità delle scale. Nel tempo ho imparato a darmi una parziale risposta. Ciascuno di noi è diverso, e in base alle proprie attitudini, alla formazione e ad altri fattori, può trarre beneficio o meno dallo studio assiduo di scale ed esercizi. Credo tuttavia che sia importante avviare fin da subito l&#8217;allievo allo studio delle scale, purché gli si faccia notare con una certa enfasi che questa attività può dare qualche risultato solo se praticata con criterio. La semplice ripetizione meccanica delle scale rischia di portare poco beneficio e grande noia. Se invece si concentra l&#8217;attenzione sull&#8217;obiettivo che si vuole raggiungere, le scale possono diventare un buono strumento per migliorare uguaglianza (ritmica e dinamica), consapevolezza armonica, sicurezza dell&#8217;articolazione e capacità di, come si suol dire, &#8220;razionalizzare gli spazi&#8221; della tastiera, ossia imparare a ragionare per posizioni ferme.</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-buttons is-horizontal is-content-justification-right is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-ae2fe186 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button is-style-outline is-style-outline--6"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-link-color wp-element-button" href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/#abc" style="border-radius:5px;color:#1d90c1">Torna all&#8217;Abbecedario</a></div>
</div><p>The post <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/scala/">Scala</a> first appeared on <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com">Lorenzo Visentin Piano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/scala/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pietà</title>
		<link>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/pieta/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pieta</link>
					<comments>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/pieta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Visentin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jul 2021 14:05:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lettera P]]></category>
		<category><![CDATA[Abbecedario]]></category>
		<category><![CDATA[Mendicante]]></category>
		<category><![CDATA[Pietà]]></category>
		<category><![CDATA[Successo]]></category>
		<category><![CDATA[Umanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lorenzovisentinpiano.com/?p=531</guid>

					<description><![CDATA[<p>S. f. (ant. pietate, pietade) [lat. piĕtas -atis (der. di pius «pio, pietoso»)] Venezia. Io ed il mio maestro avevamo percorso assieme la strada del</p>
<p>The post <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/pieta/">Pietà</a> first appeared on <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com">Lorenzo Visentin Piano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="etimologia-termine-abbecedario has-medium-font-size">S. f. (ant. pietate, pietade) [lat. piĕtas -atis (der. di pius «pio, pietoso»)]</p>



<p>Venezia. Io ed il mio maestro avevamo percorso assieme la strada del ritorno verso la stazione dei treni. Il mio treno sarebbe partito dopo mezz&#8217;ora, perciò avevo pensato bene di farmi un giro nella zona. Dopo aver passato gli ultimi mesi di pandemia prevalentemente tra casa e lavoro, non ero più abituato a vedere tanta gente.<br><br>Sulla calle che porta al ghetto ebraico ho incrociato un <strong>mendicante</strong>, inginocchiato, non insistente e stranamente dotato di mascherina (indossata pure correttamente). Non avevo monete in tasca, e data la mia spontanea inerzia ho preferito tirare dritto; ho pensato: &#8220;Tra un po&#8217; prendo qualche moneta dal portafogli nello zaino, poi quando torno indietro gliele regalo&#8221;. E così ho fatto. Con i miei 50 cent in mano ho ripercorso la stessa strada di prima, pronto a consegnarli quando l&#8217;avessi incrociato nuovamente. Ed ecco l&#8217;imprevisto: poco prima di passargli davanti, si alza e se ne va. No! Mi è sovvenuta in quel momento una serie di dubbi: siamo sicuri che fosse lui? Siamo sicuri che stesse mendicando? Cosa fare? Devo raggiungerlo e dirgli: &#8220;Mi scusi, è lei il mendicante che ho incrociato prima? Posso lasciarle 50 cent?&#8221;. Non mi sembra il caso&#8230; Sono rimasto per un po&#8217; di tempo impalato in mezzo alla folla, a seguirlo con lo sguardo mentre si allontanava, aspettando che magari si fermasse un po&#8217; più avanti. Ma non si è fermato, e io ho rinunciato. Non sono riuscito a portare a compimento la missione. Ho cominciato a maledirmi, perché quando avrei potuto non avevo avuto la voglia di tirare fuori il portafogli, forse per la vergogna di fare l&#8217;elemosina di fronte a tutti i passanti. Ma cosa vale di più per me? L&#8217;opinione dei passanti indifferenti o la &#8220;chiamata&#8221; di un mendicante?<br><br>Questo evento mi ha portato a riflettere su quale dovrebbe essere il contributo del pianista alla società. Ha senso oggi per chi ha talento orientarsi verso un&#8217;<strong>egoistica ricerca del successo</strong>? Non ha forse il mondo bisogno di <strong>più umanità e condivisione?</strong><br>Grazie, caro mendicante, per avermi dato (involontariamente) questo spunto di riflessione.</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-buttons is-horizontal is-content-justification-right is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-ae2fe186 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button is-style-outline is-style-outline--7"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-link-color wp-element-button" href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/#abc" style="border-radius:5px;color:#1d90c1">Torna all&#8217;Abbecedario</a></div>
</div><p>The post <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/pieta/">Pietà</a> first appeared on <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com">Lorenzo Visentin Piano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/pieta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Insegnamento</title>
		<link>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/insegnamento/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=insegnamento</link>
					<comments>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/insegnamento/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Visentin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jul 2021 11:03:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lettera I]]></category>
		<category><![CDATA[Abbecedario]]></category>
		<category><![CDATA[Insegnamento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lorenzovisentinpiano.com/?p=515</guid>

					<description><![CDATA[<p>S. m. [der. di insegnare] Perché insegnare? Credo che si insegni a sé stessi tanto quanto si insegna all&#8217;allievo; anzi, se l&#8217;allievo non è particolarmente</p>
<p>The post <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/insegnamento/">Insegnamento</a> first appeared on <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com">Lorenzo Visentin Piano</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="etimologia-termine-abbecedario">S. m. [der. di insegnare]</p>



<p>Perché insegnare? Credo che si insegni a sé stessi tanto quanto si insegna all&#8217;allievo; anzi, se l&#8217;allievo non è particolarmente brillante, si insegna di più a sé stessi. Insegnando ti abitui a un approccio metodico allo studio e impari a riconoscere più velocemente gli aspetti rilevanti del testo musicale.</p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-buttons is-horizontal is-content-justification-right is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-ae2fe186 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button is-style-outline is-style-outline--8"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-link-color wp-element-button" href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/#abc" style="border-radius:5px;color:#1d90c1">Torna all&#8217;Abbecedario</a></div>
</div>



<p></p><p>The post <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/insegnamento/">Insegnamento</a> first appeared on <a href="https://www.lorenzovisentinpiano.com">Lorenzo Visentin Piano</a>.</p>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lorenzovisentinpiano.com/blog/insegnamento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
